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Nel 2010 la Maestra Makiko Wakita ha costruito all'interno della sua abitazione, una casa del te tradizionale, dove svolge cerimonie complete con i pasti rituali.
La costruzione della casa del te ha richiesto una fase di progettazione approfondita ed uno studio dei materiali nonchè l'abilità di validi artigiani per ottenere un risultato secondo le regole e i canoni tradizionali.
Il Maestro Kazuie Murayama, ha poi posto il sigillo artistico con i suoi ultimi preziosi interventi.
Per comprendere il significato di tale luogo, citiamo un testo di Giangiorgio Pasqualotto tratto da "Estetica del vuoto":
"La stanza del tè "chashitsu", è il luogo fisico dove si svolge la cerimonia ma è anche luogo "spirituale". In essa sono stati trasfusi gli ideali dell'estetica zen.
Se è vero che l'uso artistico del vuoto è osservabile in quasi tutte le forme artistiche dell'Estremo Oriente, vi è però un luogo in cui il vuoto sembra concentrare e mettere in massima evidenza la sua presenza e la sua funzione: questo luogo è il chashitsu, la stanza del tè.
Il vuoto che in questo luogo si celebra, oltre che fisico ed estetico, è morale e mentale.
L'attesa silenziosa nella stanza adiacente (machiai), aspettando di essere invitati all'interno del chashitsu, rafforza l'abbandono anche delle ultime risonanze provenienti dalle convulsioni e dalle passioni che abitano il mondo e scuotono la vita quotidiana.
L'atto di entrare nel chashitsu offre poi una ulteriore occasione di catarsi: la porta, costruita in realtà da una apertura che la rende più simile ad una finestra, è talmente angusta che si è costretti ad inchinarsi o addirittura in certi casi a ranicchiarsi; si è obbligati cioè a rendere visibile col corpo una condizione mentale e morale liberata da idee di onore, superbia, potere e, al limite, dall'idea di "io" che tutte le sostiene.
Una volta entrati nei pochi metri quadrati del chashitsu, si è dentro uno spettacolo tanto straordinario quanto poco appariscente, allestito col massimo del rigore formale e della semplicità, dove il protagonista discreto ma deciso è il vuoto. "
Il vissuto di mu-shin, cioè "non-mente", è quindi l'abbandonare il pensiero ruminante e giudicante per giungere ad un approccio spontaneo e totalizzante con gli oggetti e le persone.

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La casa del Tè "chashitsu"
della maestra Makiko Wakita
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